Senza emozioni

Si guardava intorno. Molte facce, ma pochi visi. Non riconosceva nessuno, eccetto se stesso; ormai non faceva altro che proiettare le sue impressioni sugli altri e gli altri non erano altro che personaggi del suo mondo-racconto.
Aveva senso tutto questo?
Aveva senso tutto quello?
Non poteva sottrarsi a queste domande, ne era schiavo.
Persino il vento, le nuvole, la pioggia non erano se non un altro passatempo da analizzare. La sua vita era vuota, così come lo era lui.
È così che ci si sente?
È questo l’effetto che consegue una volta che ti hanno strappato il cuore dal petto e l’hanno incenerito su una pira?
Era abbattuto, battuto, schiacciato.
Questa è la vita di chi non prova più emozioni.

Si rese conto.
Era uno schiavo servo di uno schiavo.

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9 thoughts on “Senza emozioni

    1. Sì, ricordo ancora il giorno in cui scrissi questo pezzo. Ero nella biblioteca dell’Università, solo e stavo male. Mi guardavo intorno e ritornano a guardarmi dentro. Ricordo ancora le vetrate bagnate e il maltempo che osservavo dalla finestra

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