Tutto uguale, tutto monotono

La mia vita è tornata al punto in cui l’avevo lasciata, è tornata la delusione di partenza – ma adesso non voglio più partire. È tornata la delusione, la pressione, la sensazione che ci sia qualcosa che non va, le assenze che aspettavano solo questo momento per tornare a ferirmi, i litigi poco importanti in confronto a quelli veri per cui non dormivo la notte, le mascherate, l’impersonalità delle riflessioni, la rimozione dell’amore e della felicità dell’amore.
Sono tornato qui, dove non so più stare. Qui, dove tutto è più buio senza un fuoco che ti indichi il percorso.
Ogni giorno era nuovo, anche i giorni negativi riuscivano a tenermi felice. Adesso? Adesso ogni giorno è lo stesso, ogni giorno è l’interminabile continuazione del precedente e tutto è uguale. Tutto uguale, tutto monotono.
Ed è in momenti come questo, quando scrivo queste cose, che spezzo la monotonia con le lacrime – non me ne vergogno: scrivo piangendo e piangendo scrivo. Perché i miei mali non passano mai e non sono mai del tutto malvagi. I miei mali sono ‘felicetristemente’ bipolari. Eppure anche questi, ormai, sono parte della monotonia scandita sulle corde di una vita che da violino è stata degradata a violoncello. La mia musica, ora, è sordo morire del cigno – ciò che è peggio, è che il cigno non sono io!
Questa volta non mi andrà bene. Questa volta sono abbandonato a me stesso, abbandonato da solo davanti a una vita che gestisco a malapena, davanti a problemi irrisolvibili, davanti a condizioni oltreumane, davanti a eventi che non posso controllare ma che non posso ignorare. Ora sono solo. Ora sono io, me con tutte le carte già giocate. Ora sono all’inizio, più inizio di prima. 
Nel limbo della mia esistenza.


– Pensavo cambiassero le cose rispetto al mio primo articolo, ma niente. 

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12 thoughts on “Tutto uguale, tutto monotono

  1. Mi sembra di leggere qualcosa scritto da me. E’ tosta, ritrovarsi a vivere cose già vissute, stati che si pensavano superati.
    Però credo, voglio provare a credere, che non torniamo mai uguali allo stato che noi diciamo essere simile. Ci torni, è vero, ma in un modo o nell’altro qualcosa è cambiato, forse non lo sappiamo ma è così.
    E soprattutto, io credo, certe assenze che percepiamo e certe lacrime che versiamo dicono solo una cosa, molto bella: che siamo vivi.
    Il che, coi tempi che corrono, non è male, no?

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  2. Quando sembra che tutto ritorni, come la malinconia e la noia, arriva qualcosa che ti fa “surgere”..
    Ti lascio qualche verso mio scritto in un momento particolare.
    In genere non amo cacciare fuori dall’archivio cose mie, ma per te devo fare una eccezione.
    ( scrivi sempre: è terapeutico!)


    Suono è regno
    senza padroni
    aperto ai confini
    difeso dal silenzio
    come uno scudo
    ardente roveto
    ….
    è il suono

    …suono è ritmo
    delle ciglia sul mondo
    è la voce del vento tra i cedri
    è il tuo passo amante ed amico

    come ancora
    gettata alla fonda
    è il suono
    come l’onda
    che culla il vascello
    là in rada
    …..

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