Una notte diversa

La bocca era arida, il calore affondava le sue mani di fuoco nel mio petto. Tutto stringeva, tutto era troppo stretto. Accaldato, lo ero da morire.
Lasciai che il respiro facesse il suo corso, sempre più profondo, sempre più pesante. Ero pronto a implodere.
Il mio unico conforto era l’ombra della notte, di una notte che sembrava fresca al tatto e alla vista.
Allungai il braccio fuori dal letto cercando la borraccia. Non vidi nulla. Non c’era nulla. Come avevo potuto dimenticare la mia borraccia verde? Come avevo potuto perderla, almeno per quella notte — per questa notte? Mi sembrò una piccola tragedia, ma si rivelò, poi, un’opportunità per passare una notte diversa. Deciso ad alzarmi, corsi a prendere un bicchiere d’acqua in cucina. Poi non tornai a letto, no, no…per niente. Rimasi fuori al terrazzo. Ammiravo le stelle, la Luna e il grande pino davanti casa. Era tutto così tranquillo, tutto così rumorosamente silenzioso. Sperimentai la libertà della vita notturna, la libertà di una vita non costruita ma vissuta, la libertà di un gatto che supera recinzioni e barricate pur di raggiungere un muretto ad altri inaccessibile — quanto avrei voluto essere quel gatto anch’io!
Rimasi qui, sotto le stelle. Contemplando l’infinito dell’Universo e l’infinito che mi portavo dentro. Una notte magica, perché mi sembrava che la solitudine, per la prima volta dopo tanto tempo, fosse mia amica. Mi sembrava di essere rinato, quasi rigenerato.

Decisi che era l’ora di un buon tè e che la mia notte non sarebbe finita nel banale addormentarsi in un letto che sembrava per lo più una fornace. Aspettando che il tè fosse pronto, presi il diario — scrissi: di lei, di me, di tutti e tutto. Tra un sorso ed una macchia d’inchiostro si consumava la mia notte ed io con essa.


Sono ancora qui, sulla terrazza davanti al mio pino. Ore 2:43-5:57.
∃x(φ)
Annunci

27 thoughts on “Una notte diversa

      1. Credi ai segni del destino, Ekpi’ ? Io sì.
        Probabilmente quella era la notte giusta per scoprire un nuovo aspetto della solitudine o per buttare fuori scrivendo sul diario ciò che ti tormentava.
        Chissà ^_^

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...