Chiuso, dentro di me

È che alla solitudine ci si fa l’abitudine. Non è vero che è bella, non è vero che è comoda. Semplicemente si ricomincia a stare bene — non felici però. Esser felice poi, io non lo sono e non mi interessa più esserlo. Perché ho rinunciato a tutto, ho rinunciato a me. Ho rinunciato alla parte migliore di me — ora voglio soltanto sopravvivere, cacciare fuori tutto il mio egoismo e dire ancora una volta al mondo: «andate via, voglio restare con me!». Forse ad andare via non dovrebbe essere il mondo, dovrei essere io.

Vado via. Non cercatemi, sarò dove piovono i pensieri — dentro di me.


Non fa male il dolore, ma la realtà del dolore. 
∃x(φ)

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