Viaggiare

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Dovremmo viaggiare un po’ più spesso, prendere l’orologio non per vedere che ore sono, ma per vedere quanto del nostro tempo abbiamo già sprecato vivendo ciò che ci mantiene tristi, ciò che non ci appaga, ciò che non ci rende felici. Dovremmo comprendere che l’orologio ci dice quanto del nostro tempo non abbiamo speso in felicità.
E dovremmo tenere un diario, un piccolo diario per piccole emozioni e piccoli pensieri — ripartire ogni tanto dallo spazio che abbiamo dedicato a quelle esperienze significative che abbiamo impresso su carta, su pelle, dentro. Dovremmo ripartire — allora io riparto da te, che sei stata la mia esperienza più bella.
Ma cos’è il viaggio se non la dimensione fisica di cui ogni uomo si serve per accedere ad una dimensione non fisica — per accedere a se stesso?

“Legga l’orologio, signorina, non per sapere in quale punto temporale si trova. Ma per sapere quanto le manca ancora per la felicità”.


Un lungo viaggio senza panchine.
Un lungo viaggio solo con me, per capire te.
∃x(φ)

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