Era Venezia, solo Venezia

Parte I – Troppo tempo fa

Era Venezia, era solo Venezia ed il luccichio della gente gli girava intorno. Era ovunque…e da nessuna parte. San Marco si ergeva maestoso a difendere una città che non aveva bisogno di protezioni, un mondo sommerso a metà che lo attaccava, che lo aggrediva fin dentro il ciclone più tempestoso del suo ultimo gradino di anima. Quell’anima che gli rimaneva, strappata da un amore pienamente vissuto ma a cui non era completamente sopravvissuto, quell’anima era il relitto di un uomo che stentava a vivere. Un uomo che avrebbe forse ancora una volta guardato sé stesso nella pozzanghera di San Marco e avrebbe visto, piuttosto che Venezia, il cuore pulsante della speranza. Sì, prima di tutto, egli avrebbe sperato; avrebbe amato.


Parte II – Oggi

Quanto avrebbe amato, l’avrebbe capito dopo — dopo di me. Sì, quell’uomo ero io. Dopo di me che cosa è rimasto? Dopo di me non sarebbe rimasto altro, non sarei rimasto io. Ma sarebbe rimasto questo scritto — un pezzo di tempo, un pezzo di felicità così soffice, soffice come neve che scompare al minimo contatto col corpo. Così è il presente: scompare così presto che non si fa in tempo a goderselo, e quando è passato è già un rimpianto.
Era Venezia, era solo Venezia. Ma per me fu il primo amore. Fu la prima volta che sentii battere il cuore.


Parte I – 17/5/2012

Parte II – 9/01/2017

∃x(φ)

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14 thoughts on “Era Venezia, solo Venezia

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