Dove non c’erano persone

Era ricolmo di rabbia. Una rabbia non scritta, una rabbia non sentita da nessuno se non da lui stesso. In molti lo guardavano spesso — lo guardavano troppo — eppure nessuno era in grado di squarciare quel velo di insana invenzione che raccontava una spensieratezza ed un godersi la vita senza freno e senza afflizione. Un velo che celava, invece, tutta quell’ira.
Egli stesso a sé stesso nascondeva quell’orrore che gli gonfiava l’ego e gli sputava in faccia la sua esistenza come fosse la causa di tutto ciò che poteva fargli del male. “Rabbia, è da sempre il tormento di ogni mio attimo” si ripeteva.
Guardò oltre, andò un po’ più in là. Dove non lo raggiungevano le parole, dove non c’erano persone. Sapete cosa vide? Ancora una volta, una possibilità. Vide uno spiraglio per sopravvivere, per uscire fuori da quella gabbia toracica che gli stava stretta, una possibilità per urlare un po’ di più e un po’ dando meno nell’occhio. Chi l’avrebbe compreso? Nessuno. Perché nessuno l’avrebbe sentito urlare.

O forse restò così zitto da fare un rumore assordante soltanto per chi c’era quando sussurrava “quanto sei bella”.


∃x(φ)

Annunci

10 thoughts on “Dove non c’erano persone

  1. Forse solo chi conosce la sofferenza di convivere con una rabbia sempre presente (ma non sempre sopita) potrà capire appieno queste tue parole. Che l’urlo nel vuoto sia una metafora o meno, cambia poco. Bella immagine in cui mi ritrovo più di quanto vorrei…

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...