18 thoughts on “Che cosa esiste?

      1. Se non muoio prima… 🙂 (Mi sono svegliato mezz’ora fa dopo un sogno stranissimo durante il quale uno che non conosco mi consegnava un libro esagonale che si poteva sfogliare in tutte le direzioni. 10 minuti fa stavo giocando a Clash Royale sul tab ed ascoltando Calcutta su YT… ora mi ripiglio e preparo la risposta.)

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  1. All’inizio della lettura di questo splendido post, ho pensato tu volessi fare riferimento a Meinong e alla sua originale divisione dell’Essere in tre parti, Esistenza, Sussistenza e Esser-dato, poi ho visto hai preso un’altra piega, più metafisica forse, ma non voglio divagare su questo concetto in quanto richiederebbe troppo tempo per essere argomentato, ti lascio quindi due righe e cioè: ….e’ possibile dire che Essere è qualcosa di Assoluto quindi ingenerato, eterno, immutabile, immobile, finito e omogeneo, mentre l’Esistere sia qualcosa che abbia bisogno di altro per essere Esistenza?

    Il mio amico Parmenide ne sapeva una più del diavolo..che ne dici Matteo? 🙂

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    1. Caro Nico, devo fin da subito dirti che ho già una bozza dedicata esclusivamente a Meinong. Ci sto lavorando, ma tra un impegno ed un altro ancora non sono riuscito a renderla perfetta come vorrei.
      Per quanto riguarda la distinzione fra Essere ed Esistenza, nell’attuale articolo l’ho semplicemente lasciata cadere – ho assunto, a mo’ di Quine, che “esistere” non voglia dire altro che “contare almeno un x”. Però è vero che i due termini non sono esattamente equivalenti: un pallone esiste in quanto ha la possibilità di influenzare causalmente la rottura di una finestra (qualora ci sbattesse contro). L’insieme dei numeri divisibili per 3, invece, non ha questa capacità causale, dunque non esiste come esiste il pallone, ma è. L’esistenza potrebbe effettivamente prevedere qualche proprietà in più dell’essere semplicemente. (Io personalmente tendo ad unificare “essere” con “sussistere” ed “esistenza” con “sussistere ed avere potere causale”).

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  2. E’ molto interessante; ma è così scontato (chiedo) che si possa parlare di ontologia in logica? 🙂
    La mia è una domanda provocatoria… Perché anche io la penso come te, in quanto credo che oggetto del linguaggio sia l’essere e non altro (altrimenti COSA?)… ma vorrei avere più punti vista.

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    1. In realtà non è scontato. La logica vorrebbe essere ontologicamente neutrale, cioè non impegnarsi in nessuna posizione metafisica. Il problema è che è impossibile non impegnarsi quando si analizza la logica del linguaggio. Oserei dire che il nostro linguaggio primitivo è un linguaggio metafisico.

      Se ti interessa la questione, sto scrivendo un articolo in cui oggetto del linguaggio è l’essere, però anche qualcos’altro (meinonghianismo ingenuo). Tra un po’ lo renderò pubblico! ☺

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