Noi italiani

C’è un indubbio gusto di macabro in quella che pare essere la più alienante esperienza per la democrazia italiana dal ’46 in poi. Questa è una questione secondaria rispetto all’emergenza sanitaria, certo, ma non per questo meno degna di essere presa in considerazione. La questione è la seguente: quanto siamo disposti a scendere a compromessi?
Noi italiani, sempre stati inclini al singolarismo spettacolare. Come spettacolare è sempre stato il nostro rifiuto della regola — ragione di ciò sta nel fatto che abbiamo in momenti recenti della nostra Storia percepito il corpus delle regole come un insieme di imposizioni piuttosto che come un insieme di norme volte al mantenimento della promessa fatta indirettamente dall’esistenza stessa dello Stato: la sopravvivenza della società civile.
Noi italiani, sempre sul filo del rasoio. In bilico fra ciò che è giusto moralmente e ciò che è vietato dalla legge; forse quel 20% di cittadini che non rispetta le ordinanze pubbliche è caduto sull’altro lato. Sul lato cattivo. Lato che, forse, più che cattivo è solo generato ed alimentato da quella mancata cura da parte delle istituzioni.
Noi italiani, comunque sempre pronti a criticare gli altri italiani.

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