Il mio lutto, la tua assenza

Tu sei morto.
Ed io vorrei fuggire via.

Vorrei andare via, lontano dal mondo — lontano da te. Perché il tuo ricordo priva me di ogni altra felicità. Forse è vero che: comprendiamo l’esclusività della vita solo quando veniamo messi davanti all’irripetibilità di essa. Tu sei irripetibile — noi non sorrideremo più insieme. E voglio dirlo adesso, subito: non ci ricongiungeremo. Non torneremo a stringerci la mano — perché non v’è alcuna possibilità per te di varcare quella soglia, sulla quale mi salutavi ogni mattino. Non resto che io, adesso non resto che io ad essere testimone di ciò che vedevamo: auto che corrono di primo mattino per andare a lavoro, ragazzini che svogliatamente si dirigono verso scuola, professoresse che si godono la loro sigaretta. Erano così vitali quei cinque minuti che passavamo a chiacchierare. Chiacchiere, certo, eppure solo ora mi rendo conto di quanto fossero importanti quei nostri discorsi. Adesso, io, sono ancora testimone di tutto ciò, ma anche di qualcosa di più: della tua assenza. E fa male — fai male. Perché se la tua presenza ha sempre fatto del bene a chiunque avesse bisogno di te quando c’eri, allora la tua assenza non può che far male a chiunque si era abituato al tuo sorriso.
Non ti dirò che mi mancherai — già manchi.

Addio, vecchio amico.
Continuerò a passare sul tuo marciapiede,
fingendo di salutarti ancora.


∃x(φ)

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Una lettera per R

Cara R,
Scusami se a volte sono un problema.
Scusami se a volte ti annoio con le mie paranoie ed i miei problemi.
Scusami se a volte non esterno l’affetto che meriti – lo sai, fingo l’insensibilità.
Scusami, davvero.
Più ti guardo, più vedo una persona che è cresciuta ed è cresciuta forte, rigogliosa, amorevole, gentile, irrinunciabile. Vedo una persona che non si è fatta sconfiggere dalla vita, una persona che, senza alcun premio, ha vinto tutto – perché ciò che si vince nella vita è la felicità e tu sei questa malattia che avanza! Che avanza contro il buio!
Forse la vita ci dividerà, forse troveremo i nostri destini al di là di un bivio. Forse avremo ancora tanto tempo da condividere, forse ci saranno momenti per piangere e momenti per sorridere insieme. Forse, forse.
Non ci sono certezze, non ne abbiamo mai avute, ma questa notte io so una cosa: tu sei qui, adesso, e resti qui.
E se vorrai, io – questa piccola tragedia che sono – resterò ancora un altro po’ nella tua favola.
Scusami. Perché io non posso regalarti niente, perché io non sarò il miglior personaggio di una commedia, perché non avrò mai l’entusiasmo per vivere come sai fare tu.
Ed ora grazie. Grazie e tu sai per cosa.

Tuo “figlio”, M.