Piedini

20170602_181433

Ma se ogni passo che fai lo farai al mio fianco, allora ti proteggerò. Ti proteggerò sempre — e se necessario, spezzerò il manto gelato dei nostri inverni per te, così che tu possa camminare dove ho già camminato io. Se necessario, ti aprirò una nuova strada — solo tua, solo tua e mia, che ti conduca proprio dove voglio che tu vada: alla felicità. Se necessario, il mio piede sarà quanto il passo del tuo piedino. E non cadremo più, non cadremo mai — perché su due gambe si può anche perdere l’equilibrio e battere a terra, ma non di certo su quattro; anzi: tre e mezzo, perché tu sei piccola. E se anche i nostri tre piedini e mezzo cadessero tutti in fallo, tu non ti preoccupare — tu reggiti, che cadi su di me.
– Perché?
– Perché preferirò sempre farmi male io per te; per tutti e due.

Tuo, M.


∃x(φ)

Annunci

Il paradosso del bene

Che cosa si fa quando si fa del bene? Non si sta anche affermando la propria superiorità sull’altro e, dunque, non gli si sta facendo soltanto un bene ma anche un piccolo male affermando il nostro possibile facile predominio su di lui?
Se infatti X facesse del bene a Y, allora Y sarebbe in una naturale condizione di svantaggio rispetto a X, indi per cui avrebbe bisogno dell’aiuto di X. X facendo del bene a Y starebbe non solo facendogli del bene, come è logico, ma anche facendogli un piccolo male: Y sarebbe poi consapevole della sua condizione di debolezza rispetto a X, dato che X può compiere una data azione senza l’aiuto di nessuno, ma Y ha bisogno dell’aiuto di X per compiere questa data azione. Dunque X fa anche del male a Y.
Se supponiamo, invece, che X non faccia del bene a Y, allora lascerebbe Y nella sua condizione di debolezza. Ma se X non ha voluto aiutare Y, ciò vuol dire che X ricava del bene dal male che Y sta vivendo. Dunque se Z aiutasse Y al posto di X, ne consegue che facendo del bene a qualcuno se ne ricavi comunque il male per qualcun altro, cioè X. Dunque anche Z aiutando Y fa del male a X.

Ergo, il bene è causa di qualcosa di malvagio attraverso il suo doppio effetto.
Ma il fatto che il bene possa fare male non è un assurdo?


Il paradosso del bene
∃x(φx)

Le persone sono cattive?

Ti fanno male. Le persone fanno male. Non c’è niente che tu possa fare per difenderti, puoi mostrarti impassibile e alzare una falsa corazza, finché non ti accorgi che a farti più male è proprio lo scudo che hai alzato contro di loro, contro gli altri.
Quando realizzi che tutto il male che ricevi è spesso anche involontario, smetti di affibbiare colpe e responsabilità, smetti di farlo e cominci ad accettare la brutalità degli eventi, la crudeltà impersonale che ti circonda. È che, in fondo, è vero che il bene di qualcuno coincide con il male di qualcun altro e quel qualcuno non può farci niente, anche lui sta subendo il male da un altro, ancora e ancora, come te, come tutti.
È così che va avanti questo circolo vizioso, è così che procediamo a passi lenti e pesanti verso la rovina. Perché tutto il palazzo nel quale siamo rintanati cade a pezzi, mattone dopo mattone – ciò che resta sono le fondamenta, perché nessuno è cattivo davvero e da queste fondamenta potremmo di nuovo ricostruire.
D’altronde, c’è male a credere nel bene?