Viaggiare

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Dovremmo viaggiare un po’ più spesso, prendere l’orologio non per vedere che ore sono, ma per vedere quanto del nostro tempo abbiamo già sprecato vivendo ciò che ci mantiene tristi, ciò che non ci appaga, ciò che non ci rende felici. Dovremmo comprendere che l’orologio ci dice quanto del nostro tempo non abbiamo speso in felicità.
E dovremmo tenere un diario, un piccolo diario per piccole emozioni e piccoli pensieri — ripartire ogni tanto dallo spazio che abbiamo dedicato a quelle esperienze significative che abbiamo impresso su carta, su pelle, dentro. Dovremmo ripartire — allora io riparto da te, che sei stata la mia esperienza più bella.
Ma cos’è il viaggio se non la dimensione fisica di cui ogni uomo si serve per accedere ad una dimensione non fisica — per accedere a se stesso?

“Legga l’orologio, signorina, non per sapere in quale punto temporale si trova. Ma per sapere quanto le manca ancora per la felicità”.


Un lungo viaggio senza panchine.
Un lungo viaggio solo con me, per capire te.
∃x(φ)

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È giusta la felicità

Nella vita non bisogna perseguire né il giusto né l’ingiusto, bensì la felicità — perché la felicità è cotermine di giusto, ma, al contrario della giustizia, la felicità ti renderà sempre soddisfatto del tuo passato ogniqualvolta ti guarderai indietro, tirando le somme.

In ricordo della mia felicità

Tutti consideriamo il passato determinato semplicemente dal fatto che è avvenuto; se non fosse per l’inconveniente che la memoria funziona all’indietro e non in avanti.

Bertrand Russell

Ci sono persone che ti rendono felice, da queste persone non puoi tornare indietro. Ti marchiano senza volerlo, perché sono persone così rare che non puoi non innamorartene, ci cadi dentro completamente ed ogni loro aspetto, negativo o positivo, non lo ritrovi in nessun altro. — Nessun’altra è pura chimica, nessun’altra è fusione, perché con lei percepivi la tua esistenza più bella.
Possono passare mesi, forse anche anni, ma quel tipo di persona la porti dentro di te. Può passare tanto tempo ma, ogni volta che la rivedi, ti sembra sia appena passato un giorno — perché, per te, tutto è lo stesso: le emozioni, i pensieri, le condizioni, i sorrisi, quella felicità che dura appena il tempo in cui c’è lei e poi…poi muore di nuovo.
Si dovrebbe accettare la fine quando fa più male, ma è proprio quando fa più male che senti il bisogno che quella persona resti, resti molto vicino. Perché, nonostante tutto, è proprio lei e soltanto lei l’unica in grado di poter lenire il tuo dolore, la sua mancanza, la vostra distanza, la mia vita che non si vive, la nostra tristezza.

8 agosto, Panchina al Castello Arechi, ore 18:34
∃x(φ)