Una cosa strana

Io ero solo. Tu mi avevi abbandonato ed io non facevo altro che respingere il mondo, ogni stimolo, ogni azzurro barlume aurorale da quello che era il mio tramonto. Ed io ero il tramonto!
Ero le foglie rosse autunnali fra gli alberi, ero il vento che soffiava e tutto gioiva e piangeva con me – perché io potevo essere tutto questo!
Ero il passato che tornava, il passato il cacciatore, io la preda – e fui preda e predatore io stesso. Dio mio, Dio fui!
Ed andando beato, distrutto, dissezionato, trovai l’insignificanza della nostra esistenza.
Ricomincia il giro di giostra e non si ferma mai. Mai.