Parole non dette

Nella mia immaginazione, lei era bellissima. Nella realtà, lo era di più. 
Non bastava — non avrei dovuto dirle solo che le volevo bene. Avrei dovuto aggiungere: “e non potrebbe essere diversamente!”
Ci sarebbe voluto impegno, un po’ più impegno da entrambe le parti — per ridere insieme di ciò per cui adesso tanto piangiamo ed io, io rimpiango.

Ho sbagliato tutto con te. Ti dico ora quello che avrei dovuto dirti tempo fa e, probabilmente, sto sbagliando anche adesso a dirti quello che non dovrei più dirti.


Tue parole, miei silenzi — 2014
∃x(φx)

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Andato via, senza salutare

​Sei andato via, senza salutare, eppure hai fatto un rumore enorme.
Hai abbandonato tutti, ma me più di tutti.
Sei caduto a terra, ma non abbiamo sentito il tonfo. 
Hai toccato il fondo, ma non abbiamo visto che lo toccavi.
Ti sei rinchiuso in una prigione, ma le sbarre le hai saldate di tuo pugno. 
Hai infranto i nostri sogni, ma a me hai regalato solo incubi. 
Sei svenuto fra quelle braccia, ma le mie mani non le hai neanche strette.
Ci hai guardati piangere, ma dei miei occhi neanche avrai ricordato il colore.
Ti ho visto esultare, ma mai per me. 
Ti ho fissato sempre, ed oggi come allora.
E sei andato, neanche il tempo di un bacio, di un abbraccio, neanche il tempo di un “grazie per tutto quello che non hai fatto per me”. Neanche questo. Neanche questo ho saputo dirti.
Ecco cosa sei stato tu – un neanche