Ti ho lasciata a metà

È sempre stato un mio difetto. Lascio le cose a metà, così come ho fatto con te: sei rimasta la mia metà. La mia metà non vissuta fino in fondo. Dalla durata breve quanto il mio entusiasmo è stata la nostra vita insieme. L’entusiasmo, cosa c’era di più dolce? Eri tu l’incarnazione di ogni mia gioia. Tu eri il mio entusiasmo. Ma vedi io sono fatto così: inizio a leggere senza sosta le prime cinquanta pagine di un buon libro e poi lo lascio riposare in libreria — ti ho baciata finché non fossimo sazi ed ho, infine, lasciato riposare anche te; solo che tu, tu riposi sul mio cuore.
E ti ho lasciata. Ti ho lasciata a metà.
Eri tu la mia metà però, ora lo so — ora me ne rendo conto.
Scusami.


∃x(φx)

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Scuse al cuore

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Disegno riportato dal diario.

Chiedo scusa. Chiedo scusa al mio cuore per tutto quello che gli ho fatto, per tutto quello che gli è stato fatto, per tutto quello che ancora dovrà sopportare. Lo so, sei ben allenato, hai sempre lanciato perfettamente un battito dietro un altro, senza fermarti mai. Accelerando quando serviva, rallentando quando volevi. Ma ci sei sempre stato. Tu, cuore, sei stato il testimone della mia storia — delle mie sconfitte, delle mie vittorie, delle mie scalate ai monti, dei miei combattimenti, dei miei amori.
Mi hai sopportato, ma soprattutto mi hai supportato. E se oggi sono qui, lo devo a te, che ancora non hai ceduto, che ancora continui a battere. Lento, piatto, oggi più che mai, ma continui a battere — per me.

Ti sono riconoscente cuore — per tutte le volte che hai battuto per me e anche per lei. Per tutte le volte che hai battuto non solo per me.


Si ringrazia Lilianius per la convinta e fanciullesca partecipazione al disegno! 🙂